lunedì 22 maggio 2017

in scienza e coscienza: fatti e verità sui vaccini

LETTERA DELLA DOTT.SSA GABRIELLA LESMO (SPECIALISTA IN PEDIATRIA ED ANESTESIOLOGIA) AL DOTT. PAOLO MIELI, AUTORE DELL’ARTICOLO SUL CORRIERE DELLA SERA “Cinque stelle, la malattia pericolosa dei complottisti anti-vaccini”

Preg.mo Signor Paolo Mieli, Ho letto il Suo editoriale comparso sul “Corriere” del 20 ottobre (2016 n.d.a.), dal titolo “Cinque stelle, la malattia pericolosa dei complottisti anti-vaccini” in cui Lei attribuisce a costoro la responsabilità della ondata anti-vaccini che starebbe travolgendo l’Italia e scatenerebbe un’epidemia prossima ventura di malattie come il tetano, la poliomielite, l’epatite B, la difterite e la pertosse. Non commento le Sue opinioni politiche, ma non posso tacere sulle affermazioni che riguardano i vaccini, essendo Medico, Specialista in Pediatria e Anestesia e Rianimazione, nonché madre di un ragazzo con la vita rovinata da una reazione avversa alle vaccinazioni anti-infettive eseguite per obbligo di legge. Con tutto il rispetto, l’articolo dimostra quanto profonda sia la disinformazione. Infatti, non possono verificarsi epidemie di tetano in quanto il tetano non è malattia infettiva e, propriamente, nemmeno epidemie di epatite B, che si trasmette per via parenterale e venerea. Circa la utilità delle vaccinazioni ricordo solo, per brevità, che la malattia invasiva da Haemophilus B, di per sé rara negli Stati Uniti con 1,73 casi ogni 100.000 bambini di età inferiore ai 5 anni, lo è ancor più nel nostro paese. Inoltre essa è più rappresentata negli over 65 che in età pediatrica. Da ultimo, il vaccino anti-Haemophilus B non protegge dalle infezioni invasive di ceppi non tipizzabili, che risultano essere più frequenti. Il vaccino anti-pneumococcico contiene solo alcuni sierotipi di pneumococchi e risulta scarsamente immunogeno, specie nel bambino piccolo. Per ciò che riguarda l’efficacia della pratica vaccinale, non è possibile comprovare l’avvenuta immunizzazione dei vaccinati, sia per inesistenza di parametri specifici, sia perché, quando dosabili gli anticorpi specifici, per ammissione delle stesse ditte produttrici di vaccini, la presenza di un titolo anticorpale specifico, non garantisce la capacità di difesa del vaccinato in caso di contagio futuro per via naturale. Informazioni e dati non sono una invenzione dei “complottisti anti-vaccini”, bensì sono scritti nel più importante testo di infettivologia pediatrica mondiale, il “Red Book” della American Academy of Pediatrics, regolarmente aggiornato. Personalmente, non nego a priori l’utilità del “farmaco-vaccino”, come strumento di prevenzione di specifica patologia in categorie di persone a rischio, bensì contesto la pretesa innocuità della pratica delle “vaccinazioni di massa”. Con questo termine si indica la somministrazione di 25 -26 vaccinazioni anti-infettive a tutti i nuovi nati nel primo anno di vita, in un lasso di tempo di 10-11 mesi, vaccini rivolti anche verso malattie poco o nulla rappresentate nella fascia di età pediatrica. Nonostante il D.M. 7 aprile 1999 che individua in quattro i vaccini obbligatori, di fatto i nuovi nati ne ricevono SEI perché da anni il Sistema Sanitario Nazionale fornisce solo una formulazione composta contenente sei vaccini, i quattro obbligatori oltre al vaccino anti-Haemophilus B e il vaccino anti-pertosse. Alla inoculazione del vaccino esavalente viene associata la iniezione di vaccino 13-valente anti-pneumococcico, per tre sedute. Oltre a queste, altre vaccinazioni vengono promosse e fornite dal SSN: la vaccinazione anti-morbillo, anti-parotite e anti-rosolia, vaccinazione anti-meningococcica, anti-varicella, anti-epatite A. Secondo le specifiche linee guida del Ministero della Salute, un lattante deve essere vaccinato anche se nato prematuro, di basso peso, epilettico, cerebropatico, HIV positivo, convalescente, “moderatamente” febbrile e persino se ha già avuto una reazione avversa grave ad una vaccinazione. Tale pratica ha sollevato e solleva non poche perplessità nel mondo scientifico internazionale, che ravvisa significativi e inquietanti collegamenti tra la precoce iperstimolazione del sistema immunitario infantile indotta dai vaccini e l’insorgenza di gravi malattie neurologiche infantili, alterazioni dello sviluppo, allergie, sindromi autoimmuni, morte improvvisa in culla, patologie sino a pochi anni fa sconosciute o estremamente rare, ma ancor più preoccupa le tante famiglie che hanno visto ammalarsi un figlio e diventare autistico in concomitanza con un inoculo di vaccini. Nonostante la Medicina Accademica reagisca con estrema lentezza a tale drammatica situazione, è ormai disponibile a livello mondiale una notevole quantità di dati epidemiologici e di studi clinici ed autoptici che indicano che la malattia autistica si realizza nell’organismo infantile nella delicata fase di sviluppo, come effetto di una encefalopatia innescata dalle vaccinazioni che danneggiano il tessuto nervoso con meccanismo immuno-allergo-tossico. Tale patologia non va confusa con l’encefalite acuta ed ha un andamento tipicamente subdolo, le manifestazioni cliniche essendo evidenti dopo settimane e mesi dalla vaccinazione interessando le aree cerebrali deputate alla funzioni integrative, funzioni che mancano fisiologicamente nel bambino piccolo. Poiché Lei nomina, per sconfessarne la credibilità, il dottor Andrew Wakefield che assieme ad altri colleghi londinesi evidenziò la presenza di virus del morbillo nei linfonodi intestinali di bambini autistici con malattia infiammatoria intestinale, dovrebbe sapere che questa prima parte del lavoro di Wakefield fu confermata, sin da allora, da un immunologo universitario giapponese, il Dr Kawashima. Questi fu in grado di identificare il virus del morbillo riscontrato nei linfonodi ileali ed era il virus vaccinale. In tempi recenti i lavori londinesi di Wakefield sono stati riabilitati ed il suo allora primario londinese ha avuto la meglio contro chi lo volle cacciare. Per dovere di verità ricordo anche che alcuni studi danesi, citati per anni a dimostrazione della inesistente correlazione tra vaccinazioni e insorgenza di autismo si sono rivelati FALSI. Il principale autore degli studi danesi fu il Dr. Paul Thorsen, attualmente latitante, che figura nella lista dei maggiori ricercati dalla FBI, contro cui è stato spiccato mandato di cattura per una lunga serie di reati federali contestatigli negli Stati Uniti, in merito alle ricerche sull’Autismo. Lo “scandalo nello scandalo” è emerso altresì dalle dichiarazioni del Deputato americano Bill Posey, membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato della Florida che traduco, l’originale lo trova in rete. “… Se leggete le e-mail e i dati relativi alle riunioni, nonché le disposizioni finanziarie che questo truffatore ha intrattenuto con il CDC, vi farà assolutamente venire il voltastomaco. Costui non era un ricercatore qualunque. Costui era l’uomo chiave del CDC in Danimarca. Costui era strettamente legato ai migliori ricercatori nell’ambito della sicurezza dei vaccini del CDC … e Thorsen ha cucinato gli studi per produrre i risultati che volevano diffondere. A loro non importava se gli studi fossero validi o quanto veniva pagato per manipolarli dall’inizio. Stiamo parlando di qualcuno che ha fondamentalmente rubato soldi pubblici che avrebbero dovuto essere utilizzati per migliorare la salute e la sicurezza dei più vulnerabili della nostra società: i nostri bambini. …”. Per brevità non riporto la testimonianza del dottor Thompson, rintracciabile sul web, che ha confessato pubblicamente di aver falsato gli studi che negavano la correlazione autismo e vaccino MMR. Da tempo esiste un forte contrapposizione tra lo Stato Italiano che impone la politica delle “vaccinazioni di massa” pretendendo che siano l’unico modo di combattere le malattie e che siano sempre e comunque innocue ed una parte sempre più vasta della popolazione che rifiuta l’obbligo vaccinale per i propri bambini e pretende di poter scegliere consapevolmente come proteggere la loro salute. In questa guerra pro- vaccinazioni- di- massa, ministero, regioni e Asl, dimenticano che i vaccini sono a tutti gli effetti dei farmaci pro-infiammatori aventi lo scopo di far maturare una memoria immunologica al di fuori della malattia naturale, ma che non sempre ci riescono. I vaccini anti-infettivi, in quanto farmaci, posseggono indicazioni, controindicazioni, effetti collaterali ed effetti avversi, ma questi ultimi vengono volutamente omessi con strategie diverse, sia sui foglietti illustrativi dei vaccini, sia sul materiale divulgativo delle Asl. Infatti, forse per scarsa consapevolezza della questione, forse per colpevole ignoranza, la maggior parte delle reazioni avverse ai vaccini non viene segnalata alla farmacovigilanza, come si evince dalla disamina dei tanti casi gravi per i quali le famiglie intentano causa allo stato. In questo modo i vaccini risultano falsamente “innocenti”. La politica sanitaria, come ogni politica, impone scelte non sempre condivisibili, spesso discutibili e basate su motivazioni tutt’altro che cristalline. Nel nostro Paese, per citare i casi più famosi, un Ministro della sanità, De Lorenzo, fu condannato per tangenti ricevute in cambio di aver reso obbligatorio il vaccino anti-epatite B. Poggiolini, direttore generale del servizio farmacologico nazionale, fu condannato per aver falsato i prezzi dei medicinali e inserito farmaci nel prontuario nazionale, in cambio di tangenti; ancor oggi Poggiolini è sotto processo per omicidio colposo, per la possibile responsabilità avuta nel mancato controllo di sangue trasfusionale. I morti da trasfusioni infette non saranno presenti al dibattimento. Numerose case farmaceutiche sono state a loro volta condannate per tangenti relative all’inserimento di farmaci negli elenchi del SSN e spinto in alto i prezzi. Queste ed altre frodi in campo sanitario sono ricorrenti e minano irreversibilmente la credibilità del sistema che ci governa e ci impone una sola e indiscutibile “verità scientifica”, la sua, e che costringerebbe i medici in protocolli comportamentali e rigidi percorsi di cura, in contrasto con i dettami della Professione Medica che ha come scopo primario il prendersi cura del paziente e non la vendita di farmaci, peraltro sempre più costosi e tossici. Il tribunale di Milano, lo scorso anno, ha emesso una sentenza che riconosce il nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino esavalente e lo sviluppo di encefalopatia post-vaccinica in forma di Autismo, nel figlio dei ricorrenti. Non è stata la prima sentenza a riconosce la lesività di un vaccino anti-infettivo esavalente, ma è la più importante per sostanza. Ebbene, il ministero della salute si è violentemente scagliato contro la sentenza e più società di pediatria hanno chiesto la testa del Medico Consulente Tecnico D’Ufficio “colpevole” di aver studiato, guardato gli atti e ragionato sui fatti con mente libera da pregiudizi. Questo non è un comportamento di uno Stato democratico, che ha il dovere di verificare periodicamente l’appropriatezza e delle proprie scelte sanitarie e del loro impatto sullo stato di salute della popolazione, bensì di un sistema dittatoriale che, lungi dal considerare gli interessi dei cittadini, men che meno quelli più fragili come i bambini e gli anziani, si dà da fare per escogitare le minacce più efficaci perché diventino bacino d’utenza di tanti farmaci, cercando di piegare all’obbedienza la classe medica premiando l’esercito degli yes-men e privando dell’abilitazione all’esercizio i medici “eretici”, “complottisti”, “anti-vaccinisti”, e persino navigatori del web, ossia i medici che sanno ragionare con la propria testa, che hanno a cuore l’interesse dei pazienti, che non sono sul libro paga delle industrie farmaceutiche, che non han paura che i loro pazienti curiosino su internet prima di venire in studio, quelli che hanno indagato lo stato immunologico, metabolico, tossicologico e nutrizionale dei bambini e ragazzi ammalatisi dopo i vaccini, quelli che han studiato le innumerevoli cartelle cliniche di bambini e ragazzi finiti in ospedale dopo aver ricevuto le vaccinazioni, quelli che hanno cercato e trovato modo di far scomparire tanti sintomi sistemici e neurologici delle encefalopatie post-vaccinali. Se quella della libertà di scelta per la salute dei propri figli e la libertà di cura deve essere una guerra, questi medici la combatteranno con decisione, stetoscopio al collo, parker nel taschino, PC a tracolla, a fianco di sani e malati, stretti in un’alleanza per la salute senza tentennamenti.
Gabriella Maria Lesmo

mercoledì 26 aprile 2017

«Punito per le idee e non per le cure gravi conflitti d’interesse sui vaccini»

Il cardiologo trevigiano Gava fa ricorso: «Come le Br, puntano uno per educarne cento»











Corriere del Veneto on line - Cronaca - 24 Aprile 2017 

TREVISO All’indomani della sua radiazione dall’albo decisa dall’Ordine dei Medici di Treviso che l’accusa di essere un antivaccinista, per il dottor Roberto Gava, cardiologo all’Usl 2 Marca Trevigiana e libero professionista con ambulatorio a Padova, nulla cambia. Continua a fare il medico. E anzi, ribalta la «condanna» a suo favore. «Sono molto sereno, così come lo è la mia famiglia - assicura - Siamo incuriositi per la grande fama che questa vicenda mi sta regalando».
Ma non è il momento più difficile della sua carriera? «No, è un’occasione d’oro non solo per divulgare le mie idee ma anche per diffondere la cultura del rispetto dei diritti fondamentali, a partire dalla libertà di pensiero e di scienza. Da quando è iniziata questa campagna contro le mie idee, ogni giorno ricevo decine di messaggi di solidarietà: la gente capisce che è a rischio la democrazia. Affermare che l’interesse pubblico prevalga sul diritto dei singoli è l’anticamera della dittatura, del pensiero unico. Molti poi stanno prendendo coscienza del grave conflitto di interessi economici che affumica il mondo dei vaccini e cominciano a capire che la scienza è affidabile solo quando è indipendente».
Ma lei non ha sbagliato nulla? Davvero ha sconsigliato i vaccini? «In medicina non esistono certezze assolute. Ciò che conta è conoscere bene ogni paziente nella sua storia personale, fisica, psichica, familiare, sociale e ambientale e poi decidere cosa è meglio per lui, secondo scienza ed esperienza. È quello che ho sempre fatto in 40 anni di pratica clinica accanto al malato. Siamo tutti consci che i vaccini sono utili in generale, ma si tratta di farmaci e da farmacologo e tossicologo so bene che hanno indicazioni precise, perciò la vaccinazione indiscriminata di massa è contraria all’etica e al diritto. La quasi totalità dei miei pazienti è stata immunizzata, però in certi casi il vaccino poteva o doveva essere rinviato o sconsigliato per particolari condizioni fisiche del soggetto. Occorre personalizzare la terapia. Poi ci sono i genitori che rifiutano i vaccini, anche quando li consigli: devono essere rispettati e i loro figli vanno ugualmente accuditi con mezzi alternativi di prevenzione».
Cosa farà se l’Usl dovesse sospenderla? «La radiazione resta sospesa e inoperante perché ho presentato ricorso alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, che è un giudice, mentre l’Ordine dei Medici non lo è. Mi auguro che l’Usl non incorra a sua volta in gravi errori. Del resto io ci lavoro come cardiologo, i miei pazienti sono soddisfatti perché li seguo nella loro globalità, non parlo di vaccini».
Perché ha cominciato a occuparsi di vaccini? «Capita che i pazienti ne abbiano bisogno, o lamentino problemi in seguito a vaccinazioni o chiedano consigli in materia e io sono specialista anche in Tossicologia e Farmacologia, la prevenzione mi ha sempre particolarmente interessato ».
C’è davvero un movimento no vax in Veneto? «Mi pare di no, la gente sa che il vaccino non è un prodotto negativo, ma sa anche che non è la panacea di tutti i mali. Vedo che invece ci sono movimenti desiderosi di ottenere informazioni mediche serie e indipendenti, nei quali militano soprattutto coloro che hanno subito gravi danni da vaccini. Sono loro che a volte usano toni molti accesi e si possono comprendere. Scienza e dubbio vanno a braccetto, non c’è l’una senza l’altro. È il dubbio che ci spinge a sapere di più, sono convinto che il bravo medico debba avere una grande dose di onestà e umiltà ».
Ma allora perché l’Ordine di Treviso l’avrebbe punita? «E’ evidente: per le mie pubbliche manifestazioni di pensiero e di scienza e senza che mi fossero contestati concreti pericoli o danni a pazienti, tutti invece molto contenti di me, mi è stata inflitta una sanzione che meriterebbe un medico che violenti le sue pazienti. In questa sentenza l’arbitrio e l’irragionevolezza sono palesi. Le Brigate Rosse dicevano: ucciderne uno per educarli tutti. Con tutte le vicende di malasanità che affliggono il Paese, gli Ordini dovrebbero occuparsi di ben altro».

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Michela Nicolussi Moro

giovedì 20 aprile 2017

Report e l’inchiesta sul vaccino anti-papilloma. Il farmacologo Garattini: “Nessuno scandalo, serve trasparenza”

IL FATTO QUOTIDIANO, edizione on line

di Ferruccio Sansa | 19 aprile 2017

“Ci sono troppe voci che ci descrivono i benefici dei farmaci. E poche che invece indagano sulla loro tossicità. Sappiamo tutti che ci sono grandi interessi che spingono a far vendere le medicine, proprio per questo serve un maggiore equilibrio per poterne valutare i pro e i contro”, parola di Silvio Garattini, 88 anni, il padre dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri che ha fondato a Milano nel 1963 e che oggi dirige.

Professore, ancora polemiche sui vaccini. Stavolta dopo la puntata di Report che parlava del vaccino contro il papilloma virus…

Attenzione, non si mettevano in discussione tutti i vaccini, il conduttore l’ha detto più volte, ma si parlava soltanto delle reazioni avverse a quello contro il papilloma virus. Che è un tipo molto particolare.

Qual è la sua particolarità?

Il vaccino agisce contro il papilloma virus che sarebbe tra le cause del tumore della cervice uterina. Finora, però, non esistono prove certe di questa correlazione. La sicurezza si avrà tra qualche anno quando vedremo se, con una popolazione vaccinata, caleranno i casi di tumore.

Nella trasmissione Report si citava un reclamo ufficiale di un gruppo di studiosi indipendenti danesi che anche lei avrebbe sottoscritto. Destinataria è l’Agenzia europea per il farmaco (Ema)…

Il punto, per me, è la trasparenza. Che riguarda tutti i farmaci, non soltanto i vaccini. Perché non possiamo valutare le conseguenze dell’assunzione dei farmaci basandoci soltanto sugli studi presentati dalle industrie farmaceutiche. Sugli studi è riportato il 10 per cento di quello che dovremmo sapere sulle sostanze che assumiamo.

Di che cosa abbiamo bisogno?

Di una farmacovigilanza attiva. Di studi indipendenti e approfonditi. Perché un conto sono analisi compiute in laboratorio, in condizioni ottimali, un altro sono studi compiuti su persone vere, che magari insieme con quel farmaco assumono altre sostanze.

Colpa dell’Ema e dell’Unione europea?

L’Ema riceve le segnalazioni. Sono gli Stati nazionali che devono andare a cercare i casi di reazioni ai medicinali, che devono realizzare degli studi organici.

Come sono messi gli altri paesi?

Insomma… la Danimarca, da cui è partita anche questa segnalazione, e la Svezia sono un po’ più attente. Ma è un problema generalizzato.

E in Italia?

Siamo piuttosto scarsi. Non abbiamo programmi efficaci di ricerca della tossicità.

Colpa dei costi eccessivi?

Costerebbe un po’, ma il Servizio Sanitario Nazionale spende 18 miliardi l’anno per acquistare farmaci, possiamo dedicare l’1 per cento di questa somma alle ricerche sulla tossicità. Tra l’altro conoscendo gli effetti negativi dei farmaci potremmo evitare somministrazioni dannose, risparmiando ben più dell’uno per cento.

Lei ha visto Report?

Sì, l’ho visto. Metteva insieme un po’ tante cose. C’è la questione del vaccino contro il papilloma virus che va distinto dagli altri vaccini. E c’è soprattutto la questione della trasparenza e dei controlli, che riguarda tutti i farmaci. Serve vigilanza, servono studi indipendenti e accurati. Ne va della salute delle persone.

di Ferruccio Sansa, Il Fatto Quotidiano edizione on line del 19 aprile 2017

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mercoledì 19 aprile 2017

Giù le mani dal Serristori! Atto secondo...

Dopo tre anni dalla nostra puntata inchiesta di Linea Diretta, che fine ha fatto l'Ospedale Serristori di Figline Valdarno, a rischio di smantellamento da troppi anni a questa parte?

A breve seguiranno degli aggiornamenti, con autorevoli e graditi ospiti!

Stay tuned...

sabato 15 aprile 2017

Una lettura esoterica del triduo Pasquale

H.P. Blavatsky, nel suo articolo "II carattere esoterico del Vangelo", con ri­ferimento alla festività pasquale scrive:

 "La venuta di Cristo significa la presenza di Christos in un mondo rigenerato, non già la venuta nel corpo di Cristo-Gesù. Questo Cri­sto non si deve cercare nel deserto o nelle "camere inferiori" e neppure nel san­tuario di qualche tempio o Chiesa costruiti dall'uomo, poiché il Cristo - vero Sal­vatore esoterico - non è un uomo, bensì il Principio divino in ogni essere umano. Chi lotta per far risorgere lo spirito crocifisso dalle sue passioni terrene e seppel­lito profondamente nel "sepolcro" della sua carne peccaminosa, chi ha la forza di rovesciare la pietra della materia dall'uscio del suo santuario interiore, fa risorgere il Cristo in lui... ".