martedì 16 ottobre 2007

Le parcelle...

E' opinione diffusa che i professionisti richiedano talvolta compensi esorbitanti, e sproporzionati rispetto all'attività svolta.
Esistono degli strumenti di valutazione della congruità delle richieste economiche in riferimento ai servizi resi? Direi proprio di si.
Nel caso degli avvocati, a tutela del cittadino é stato predisposto un tariffario obbligatorio, determinato dal Ministero della Giustizia, non sottoposto ad adeguamenti automatici al costo della vita, ma rivisto periodicamente nei suoi importi, a cui tutti i colleghi fanno riferimento.
Quando l'avvocato vi rimette la fattura, dovete inoltre tener presente che il 20% della somma indicata, se siete dei privati e non dei sostituti di imposta, é trattenuta dallo Stato e dalla Comunità Europea, e che pertanto non costituisce un ricavo.
Vi sono poi dei costi motivati dallo studio di questioni giuridiche complesse, che richiedono tempo e spese per aggiornamenti, richerche giurisprudenziali e bibliografiche, etc., che sono comunque riconducibili ad una forbice di valore minimo e massimo, sempre determinata dalla Legge.
Questo non significa naturalmente che l'avvocato cialtrone, che non ha gestito bene la vostra pratica, resti impunito: si possono sempre promuovere azioni giudiziarie di accertamento della reponsabilità per dolo o colpa grave del professionista che vi abbia danneggiato, invece di aver tutelato le vostre istanze.
A ben vedere, il nocciolo della questione risiede proprio qui: l'avvocato non viene pagato per vincere la causa, ma per tutelare al meglio le vostre istanze, sottoponendole al vaglio dell'Autorità giudiziaria, l'unico organo in grado di decidere se sia giusto o sbagliato il motivo delle vostre rimostranze.
Concludo evidenziando che ormai c'e' un mercato di offerta molto vasto. Un consiglio? Spendete bene i vostri soldi, investendo nella qualità del professionista :)

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