lunedì 8 giugno 2009

Lettera aperta al Parlamento (Europeo) che verrà

Illustrissimi Onorevoli,

la tornata elettorale appena conclusasi sembra aver delineato una geografia dei seggi solo parzialmente mutata, in cui si consolida il PPE, ma si rafforzano le istanze degli ecologisti e dei nazionalisti.
Seguendo da diversi anni per lavoro le questioni sanitarie nazionali ed internazionali, debbo constatare con vivo rammarico che ancora ben poco da Voi é stato fatto e detto a difesa dei cittadini contro lo strapotere economico delle lobbyes farmaceutiche ed a sostegno delle persone danneggiate da trattamenti sanitari obbligatori.
L'Italia, nel suo piccolo, ha varato una legge coraggiosa e rivoluzionaria, che ha garantito un vitalizio a molti danneggiati da vaccinazione e da somministrazione di emoderivati.
Ritengo che la tutela della salute e della dignità dei malati debba essere considerata un obiettivo prioritario di questa nuova Legislatura, al pari di quella dell'ambiente e della identità culturale, religiosa e spirituale di ciascun popolo d'Europa che gli elettori europei hanno richiesto espressamente con il loro voto.
Spero che i nostri Europarlamentari possano sottoporre alla Commissione delle Politiche Sociali di Strasburgo un disengo di legge che ricalchi la normativa italiana in punto di risarcimento del danno da vaccino e da emotrasfusione, tentando magari di apportare quelle migliorie (abolizione dei termini di presentazione ella domanda, maggiori benefici economici) che nel nostro Paese, per via di croniche ristrettezze di bilancio, sono ancora lungi dall'essere state tradotte in norma di legge.
Una Europa veramente vicina ai suoi cittadini é il sogno di tutti.
La Sanità può costituire il concreto banco di prova, la cartina di tornasole dell'effettivo maggior grado di coesione sociale ed economica dei suoi Paesi membri, che noi tutti desideriamo e consideriamo possibile.
Nella speranza di averVi fornito un interessante spunto di riflessione, Vi auguro

buon lavoro.

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