martedì 6 settembre 2011

ISS e autismo: il "revisionismo" che non paga...


L'Istituto Superiore di Sanità, quasi alla chetichella, ha elaborato nuove linee guida per la diagnosi precoce ed il trattamento dei disturbi dello spettro autistico.
Si parla pomposamente di una "revisione aperta" della problematica, ma di innovativo, purtroppo non v'e' assolutamente nulla. Siamo rimasti fermi agli anni '50, quando l'autismo tiene banco per la prima volta nei Paesi del cosiddetto allora "Primo Mondo".
Dopo aver censurato le opinioni ed il contributo scientifico del Dottor Franco Verzella e quello del Dottor Massimo Montinari con la semplice defenestrazione dal board di entrambi, il collegio degli alti funzionari ministeriali ha ignorato deliberatamente anche le istanze riformatrici delle Associazioni di famiglie più rappresentative e radicate nel tessuto sociale del Paese, che non ha nemmeno inteso invitare al tavolo del confronto.
Cosa si propone per i bambini ammalati? Psicofarmaci e metodo ABA... 
leggendo il libretto saltano all'occhio pertanto due punti: non si propone nessun intento riabilitativo veramente efficace, e si indulge in una sospetta rassegnazione alla ineluttabilità ed irreversibilità dell'evento lesivo che con un tono farsesco viene ritenuto il "male minore" da sopportare per il bene della collettività, benché esistano da decenni terapie alternative efficaci e pienamente sostenute dalla migliore e più recente letteratura scientifica e biomedica che migliorano e talora garantiscono il recupero integrale di certe funzionalità psicocomportamentali del bambino compromesse dai vaccini... 
E quindi, nella calura agostana, al riparo da sguardi indiscreti, ha deliberato il documento che potete leggere qui (N.d.A. il link non funziona più... tanto per cambiare è stato "revisionato" anche lui...)
E' mia convinzione che questo sia un altro passo falso del Ministero della Salute, una occasione di dialogo serio e senza pregiudizi che è andata inesorabilmente perduta...
Un bambino su cento (N.d.A. adesso: ottanta), nato sano, si ammala nei primi due anni di vita di una patologia riconducibile allo spettro autistico, ma nessuno sembra preoccuparsene troppo, a Roma. Per quale ragione?
Vogliamo verità e giustizia, in fatto di diagnosi precoce, terapie e trattamento psicopedagogico dei bambini con disturbi dello spettro autistico!

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