venerdì 24 febbraio 2012

PERCHÉ RITENIAMO GIUSTO ELIMINARE L'OBBLIGATORIETÀ DELLE VACCINAZIONI (Dr. Gian Paolo Vanoli)

PERCHÉ RITENIAMO GIUSTO ELIMINARE L'OBBLIGATORIETÀ DELLE VACCINAZIONI
(15 buoni motivi)

L'obbligo, in ogni forma di prevenzione, è prima di tutto un'assurdità.
La prevenzione si realizza esclusivamente con la partecipazione e non con la
coercizione. Confligge inoltre, pesantemente, con la logica che è alla base
di qualunque altra terapia, preventiva o successiva che sia, per le quali la
legislazione italiana prevede non solo la libera possibilità di scelta ma
anche il consenso informato, senza il quale ogni atto sanitario non può
essere praticato.

1) L'obbligo toglie alle ASL la necessità di fornire una completa
informazione. È più facile e rapido obbligare che informare.
2) Le persone sono indotte a credere che se la vaccinazione è obbligatoria,
non presenta alcun rischio.
3) La paura di non rispettare l'obbligo (e delle eventuali ritorsioni) fa
trascurare la necessità che il bambino da vaccinare sia in ottime condizioni
di salute al momento della vaccinazione.
4) L'obbligo delle vaccinazioni deresponsabilizza il medico vaccinatore.
5) Nei paesi occidentali, USA compresi, l'obbligo per alcune vaccinazioni
esiste ormai solo in Italia e Francia.

6) In Italia sono obbligatorie antitetanica, antidifterica, antipolio ed
antiepatite B mentre in Francia l'antiepatite B non è obbligatoria.
La vaccinazione antitubercolare è obbligatoria in Francia e (per fortuna)
non più in Italia.
7) La Svizzera, confinante con il Trentino Alto Adige, non prevede obblighi
vaccinali e l'incidenza delle malattie prevenibili con la vaccinazione è
identica se non addirittura inferiore rispetto ai dati italiani.
8) L'obbligatorietà di alcune vaccinazioni consente enormi guadagni alle
ditte farmaceutiche produttrici che, con questa garanzia, non hanno
interesse a sviluppare ricerche sui danni da vaccinazione mentre forniscono
ricerche superficiali e spesso "fasulle" per magnificare i vantaggi delle
stesse.
9) L'eliminazione dell'obbligo di vaccinazione consentirebbe l'utilizzo di
enormi risorse economiche verso la "vera prevenzione", quella primaria, cioè
la trasformazione dell'ambiente per l'eliminazione dei rischi per la salute
che, oltre al resto, non comporta controindicazioni.
10) L'obbligo fa si che in caso di danno da vaccinazione tutto il sistema
sanitario si mobiliti contro le vittime per negarlo.
11) Col perdurare dell'obbligo gli stessi genitori, in presenza di un danno,
sono portati a trascurare l'eventualità che la causa sia da ricercare nella
vaccinazione stessa.
12) Dato che lo stato sostiene l'obbligo tutte le ricerche esistenti hanno
lo scopo di negare i danni, non solo individuali, ma soprattutto quelli a
livello di massa (allergie, malattie autoimmuni ecc.)
13) Finché perdura l'obbligo non si studia il rapporto fra vaccinazione e
malattie (morti bianche, cerebropatie, allergie, malattie autoimmuni) e così
si evita di allarmare le persone.
14) Finché perdura l'obbligo non si studia come sviluppare le difese
immunitarie delle singole persone senza esporle al rischio della
vaccinazione.
15) Molte malattie sono praticamente scomparse, indubbiamente (ma non solo)
anche per merito delle campagne vaccinali effettuate quando tali malattie
erano endemiche. È assurdo quindi esporre ad un rischio minimo, ma certo,
quello delle vaccinazioni, per evitare un rischio possibile ma non
dimostrato, quello delle malattie già debellate.

Togliere l'obbligo è quindi un atto di serietà e responsabilizza i servizi
vaccinali, rende più attenti i genitori e impegna tutta la società civile
con lo scopo non solo di ridurre tutti i gravissimi danni a livello di
singoli bambini ma anche quelli che colpiscono a livello di massa.
 
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dr. G. Paolo Vanoli - Giornalista pubblicista, Consulente in Scienza della
Nutrizione e Medicine Biologico Naturali
www.mednat.org/curriculum.htm

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