lunedì 5 marzo 2012

Dr. Roberto Gava - introduzione al libro "Le vaccinazioni pediatriche"

La vera rivoluzione in ambito sanitario
non è cambiare il gruppo dirigente corrotto,
ma istruire la base.



In questi ultimi anni, nel nostro Paese abbiamo assistito ad una grande ribellione verso l’obbligo delle vaccinazioni infantili, un rifiuto che lentamente ha dato origine ad un vero e proprio Movimento partito dalla base e che è andato ingrossandosi pian piano.
A questo Movimento appartengono quasi sempre persone che sono state mosse da forti, e spesso anche tragiche, esperienze personali o da un carattere libero e insofferente nei riguardi dei condizionamenti, subdoli ma sempre presenti, delle ideologie dominanti le quali, come la storia dell’uomo da sempre insegna, in alcuni casi sono addirittura controllate da persone che si servono della propria posizione, intelligenza e conoscenze scientifiche per giustificare quelle scelte che permettono loro vari tipi di speculazioni.
Il Movimento contro le vaccinazioni obbligatorie, invece, come abbiamo detto, è partito dalla base, ma proprio per questo, basandosi più sul buon senso che su solide motivazioni scientifiche, ha prestato il fianco a facili critiche e non è stato a lungo considerato.
Comunque, pur mancando all’inizio di dati sperimentali e/o epidemiologici, il ragionamento da cui partiva era appoggiato sull’evidenza inoppugnabile che, se i vaccini in qualche bambino causano dei danni irreparabili o addirittura la morte, dato che la Natura non procede né per salti né per casualità e ben raramente vige la regola del tutto o nulla, è sensato ritenere che ci sia una gradualità di danno e che i vaccini danneggino anche coloro che apparentemente non hanno esplicitato lesioni.
Per l’uomo di buon senso tutto questo acquista valore sufficiente indipendentemente dall’esistenza o meno di una suffragante documentazione scientifica. La prova statistica, eventualmente, può essere una pur sempre gradita convalida, utile ma non necessaria.
La Scienza Moderna, invece, sembrerebbe considerare accettabile solo ciò che è dimostrabile scientificamente e per raggiungere una tale dimostrazione di presunta verità vengono richieste delle prove che, in taluni casi, giungono anche a sfiorare l’assurdo e si può arrivare così anche all’assurdo opposto in cui un uso adeguato dei dati scientifici permette di giustificare o di accettare come vere delle conclusioni che sono totalmente prive di buon senso.
Infatti, c’è stato qualcuno che ha detto che nella letteratura scientifica medica si può trovare tutto e l’opposto di tutto e che, se ben utilizzati (qui intendo ‘manipolati’), si possono trovare o produrre dati sperimentali per dimostrare qualsiasi cosa.
Tutto ciò conferma quello che i Saggi del passato hanno sempre detto e cioè che l’uso della sola razionalità danneggia l’uomo e lo può portare a confondere il vero col falso e a giustificare anche la peggiore irrazionalità nel nome della sua razionalità (si pensi a qualsiasi totalitarismo).
Ne consegue che non possiamo dar fiducia alla nostra ragione, se questa non è avvalorata anche da un saggio Buon Senso.
Ed è proprio questo saggio buon senso che ci fa pensare che forse nei Paesi industrializzati, che hanno un minor rischio per certe infezioni, a lungo termine i vaccini pediatrici, specie se eseguiti troppo precocemente e proprio per il loro effetto alterante il normale sviluppo e maturazione del sistema immunitario, possano causare più danni che benefici.
Oggi, però, questo sospetto pare non sia solo giustificato dal suddetto ‘saggio buon senso’, dato che sta acquistando sempre più credito anche per i numerosi studi clinici e le innumerevoli segnalazioni isolate di danni da vaccini che hanno ormai acceso il dibattito su questo argomento al punto che la disputa tra il gruppo a favore delle vaccinazioni e il gruppo contro sta diventando “infuocata”.
Infatti, da una parte ci sono i genitori che subiscono spesso situazioni di pressione psicologica affinché diano il consenso per la somministrazione ai loro figli di un numero sempre maggiore di vaccini e dall’altra c’è lo stato d’allarme in netta crescita per i danni lievi o gravi, prossimi o lontani, correlati a questo tipo di trattamento.
Anch’io ho dovuto affrontare il problema per i miei figli e, dopo un’iniziale accettazione quasi acritica e incondizionata, perché credevo che gli Organi di Igiene e Sanità Pubblica competenti avessero già sufficientemente valutato cosa fosse meglio per i nostri piccoli, mi resi conto che, forse, la scelta di vaccinare dei neonati, totalmente privi di un maturo apparato immunitario difensivo, non era la scelta più corretta.
Contemporaneamente, capii pure che il mio bagaglio culturale in questo campo specifico era ingiustificatamente scarso e per la maggior parte derivato (come quello della maggioranza dei medici), oltre che dagli ormai lontani studi universitari, prevalentemente dalle informazioni fornite dal materiale bibliografico messo a disposizione dalle Ditte Farmaceutiche e, quindi, ... necessariamente di parte.
Dopo un attento studio della materia, mi sono accorto che le considerazioni che forse avrebbero potuto essere giustificate in passato non erano più accettabili al giorno d’oggi, dato che le attuali condizioni di vita (alimentari, ambientali, sociali, economiche, culturali, ecc.) hanno profondamente modificato il rischio non solo di contrarre certe patologie infettive, ma anche di subire le loro complicazioni.
Oltre a ciò, resta indubbio che è completamente diverso vaccinare un bambino che vive in una società in cui c’è un’elevata incidenza di ammalarsi di una specifica malattia, rispetto ad uno che vive in un ambiente a bassa morbilità per la stessa.
Pertanto, quello che una volta era un rapporto rischio/beneficio molto basso e quindi più a favore della pratica vaccinale, oggi è andato lentamente crescendo verso valori sempre più alti, con il risultato che alcune vaccinazioni sembrano oggi inutili e per altre è diventato molto più pericoloso vaccinare che restare non vaccinati.
Per tali motivi, credo sia quanto mai doveroso che ogni medico si ponga il quesito se l’approccio vaccinale attualmente in uso nel nostro Paese sia corretto o se non sia ora più saggio pensare di potenziare anzitutto e soprattutto l’immunità aspecifica, invece di limitarsi a promuovere tout court quella specifica.
Lasciando ad altre opere più ricche di dati tecnici il compito di un maggiore approfondimento, questo libro desidera solo contribuire a sollevare ulteriormente questo delicato problema delle vaccinazioni, che mi pare stia diventando tutt’altro che irrilevante per la sa-lute dei nostri figli.
Il mio scopo è semplicemente quello di estendere il fronte della divulgazione di questo argomento avvisando dei pericoli che le vaccinazioni fanno correre ai vaccinati e alle loro famiglie, in modo da controbilanciare l’esagerata facciata ottimistica che ci viene presentata dai Servizi di Igiene e Sanità Pubblica, così da fornire al Lettore qualche argomento in più per poter poi decidere più responsabilmente.

Infine, questo libro ha anche lo scopo di indicare qualche piccola ma concreta soluzione ai problemi che i giovani genitori spesso si pongono su questo argomento:
- Si possono antidotare alcuni effetti dei vaccini?
- Come fare per disintossicarsi dal mercurio e dall’alluminio dei vaccini?
- Si possono curare concretamente i bambini danneggiati dalle vaccinazioni?
Probabilmente, le mie non saranno soluzioni che tutti accetteranno, ma quelle che io consiglio vengono tutte da un lungo studio di questo argomento e quasi tutte dalla mia esperienza diretta.
Un commento ora vorrei farlo anche a proposito dell’Omeopatia, che oggi è criticata solo da coloro che non l’hanno sperimentata e quindi non hanno potuto conoscerla. Anch’io ero portato a pensare così quando lavoravo in una Clinica Medica universitaria, poi ho riflettuto sul fatto che non era né corretto né razionale esprimere ‘pregiudizi’ su una realtà che, tra l’altro, esisteva da quasi due secoli ed era stata confermata dall’operato pluriennale di migliaia di medici e allora mi sono messo a studiare toccando anche subito con mano la potenza dell’Omeopatia e da vent’anni ne sperimento quotidianamente la sorprendente efficacia nella pratica clinica ambulatoriale. L’Omeopatia, però, non è per tutti, perché non è solo una Scienza, ma un’Arte e una Scienza insieme e temo allora che non possa essere né capita né esercitata da tutti i medici.
Ritornando ai vaccini, comunque, dato che sono un farmacologo e tossicologo, al Lettore potrà sembrare strano che mi esponga tendenzialmente (anche se non certamente sempre) contro i vaccini, ma credo che dopo aver letto queste pagine il Lettore possa anche pensare che sia più strano che io sia ancora a favore dei vaccini in alcuni casi particolari. La spiegazione sta nel fatto che sono certo che ogni cosa possa essere usata per il bene o per il male dell’uomo e che sta all’uomo stesso scegliere saggiamente di volta in volta quello che gli sembra sia il vero bene. I vaccini hanno svolto e continuano a svolgere sicuramente una grande e utile funzione per quella parte dell’Umanità che vive in condizioni di miseria materiale e sociale o che deve essere aiutata a proteggersi da qualche particolare o molto virulenta patologia infettiva, mentre per la minoranza del mondo che oggi vive in condizioni di benessere (talvolta anche eccessivo e allora sicuramente controproducente), i vaccini possono essere causa di molti danni. Danni che, ovviamente a mio avviso, oggi superano nettamente gli scarsi benefici che essi ci possono offrire.
Infatti, se nei casi suddetti e specialmente tra le popolazioni del Terzo Mondo in cui non è possibile fare una terapia personalizzata, i benefici di alcune vaccinazioni eseguite in certe particolari condizioni e certamente non in modo massivo possono essere forse maggiori dei rischi, nel nostro mondo benestante a mio avviso non ci sono dubbi che siano maggiori i danni.
In conclusione, quello che vorrei rimanesse nel cuore del Lettore è che i vaccini vengono proposti per istruire l’organismo del ricevente affinché sia in grado di non ammalarsi di una certa patologia, ma questo obiettivo viene pagato a caro prezzo perché il sistema immunitario, anche se in genere e per un po’ di tempo (ma di solito non per sempre) è più responsivo verso la patologia a cui è stato immunizzato, risulta gravemente indebolito su molti altri fronti, con un elevato rischio di sviluppare negli anni futuri (i danni più gravi non si evidenziano nel breve termine) patologie molto importanti. Per contro, abbiamo dati sufficienti per ritenere che le infezioni pediatriche siano molto utili per un’adeguata maturazione del sistema immunitario dato che quest’ultimo, dopo averle superate, resta più maturato e più rafforzato, sia in generale che verso l’infezione specifica nei confronti della quale di solito può restare una immunità per tutta la vita.
Compito della Medicina è aiutare il bambino affinché cresca sano e forte e immunologicamente capace di affrontare non solo una decina di patologie infettive, ma TUTTE: sia quelle che oggi conosciamo, sia quelle che si svilupperanno in futuro. E questo va fatto senza mettere una ‘toppa’ momentanea da una parte aprendo contemporaneamente più di un ‘buco’ in altre parti. Ciò si consegue insegnando ai genitori una corretta igiene di vita, usando medicamenti non farmacologici o, eventualmente, ricorrendo a quelli chimici in selezionate e particolari condizioni. Anche i vaccini, quindi, possono essere utili, ma non vanno certamente imposti a tutti e meno ancora vanno eseguiti in così elevato numero in età precoci come oggi facciamo. Lo ripeto: in una Medica Moderna ogni trattamento deve essere personalizzato!
Questo è il mio pensiero attuale, ma sarei felice che qualche Pediatra o Igienista o anche qualche non-medico mi scrivesse per esprimermi il proprio parere e/o esperienza personale, aiutandomi a fare ancora più luce su questo importante argomento a vantaggio non solo della mia crescita culturale e di quella dei miei pazienti, per i quali investo tanto tempo e sacrifici, ma anche a vantaggio delle future generazioni.
Il Signore, che è infinita Conoscenza e Amore, per intercessione di nostra Madre, ci aiuti veramente a capire ciò che è buono, giusto e vantaggioso per noi e per i nostri figli.  (Dr. Roberto Gava - introduzione al libro "Le vaccinazioni pediatriche", edito da Salus Infirmorum)

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