lunedì 8 ottobre 2012

epidemia da meningite virale a Livorno? facciamo un po' di chiarezza!

Cari amici del Blog,

molti di voi mi scrivono allarmati dalle notizie di stampa relative al focolaio di meningite virale sviluppatosi su una nave da crociera ormeggiata nel porto di Livorno.
Il tema è ricorrente, nella stampa: ricordo ad esempio un caso analogo avvenuto in Veneto qualche anno fa, che ha determinato lo svuotamento delle riserve regionali di vaccino antimeningococco in poche ore!
Quanta disinformazione e superficialità, anche nella presente circostanza, debbo constatare nei media tradizionali, sempre più asserviti a logiche commerciali che si pongono in netta antitesi con il diritto alla corretta informazione sanitaria ed alla promozione attiva della salute!
Visto che medico non sono, ma conosco parecchi medici disposti a dire come stanno realmente le cose riguardo al tema della meningite virale e della (presunta) efficacia della immunoprofilassi antimeningococco che viene comunemente somministrata ai bambini così come agli adulti "apprensivi", cedo volentieri la parola al Dottor Roberto Gava:

Meningite da Meningococco tipo C e vaccino antimeningococco tipo C

La malattia

Il batterio Neisseria meningitidis (detto anche Meningococco) è il principale agente eziologico della meningite batterica nei soggetti di età compresa tra i 5 e i 50 anni, ma è molto frequente anche nei bambini. Infatti, tra i bambini, la malattia colpisce in particolare quelli di età inferiore ai 5 anni di vita ed è particolarmente frequente nei bambini con meno di 2 anni.
Il batterio, che penetra nell’organismo attraverso il naso, la bocca o la gola, si trova abitualmente nel nasofaringe di circa il 10% della popolazione e si diffonde con le goccioline respiratorie, oltre che con il contatto diretto. Per ragioni imprecisate, soltanto una piccola parte di coloro che albergano questo germe sviluppa la malattia, mentre tutti i portatori sani possono trasmettere il batterio.
Il batterio può invadere il torrente circolatorio e attraversare le meningi. Si riproduce nel liquido cerebro-spinale e, quando ha raggiunto una certa carica batterica, può causare la meningite. Il grave shock settico è dovuto alla diffusione dei meningococchi nel sistema circolatorio. Lo shock è caratterizzato dalla caduta della pressione sanguigna … inducendo un collasso spesso letale.
Il meningococco non resiste all’aria e muore entro pochi minuti al di fuori dell’organismo, quindi il contagio avviene per via aerea, ma solo tra persona e persona: servono pertanto contatti stretti. Da ciò consegue che le disinfestazioni sono del tutto inutili. …
Diverse sono le cause che possono facilitare un contagio patogeno: stress, fumo attivo o passivo, alcol, affaticamento fisico, affollamento in luoghi pubblici e una particolare debolezza immunitaria.
Dal punto di vista clinico, l’infezione da Meningococco si manifesta principalmente in due modi: la meningite e la sepsi (o setticemia, …). …
I meningococchi conosciuti, che hanno come ospite unicamente l’uomo, sono 13 e 5 di questi (i tipi A, B, C, W135 e Y) sono più frequentemente implicati nelle forme invasive. …
Il tipo B è la più importante causa di malattia endemica nei Paesi industrializzati. La sua frequenza percentuale e il rapporto con il tipo C oscillano notevolmente (dal 40 all’85%) nelle diverse Nazioni e in differenti periodi.
Il tipo C rappresenta l’altra importante causa di patologia meningococcica nei Paesi industrializzati. …

Il vaccino

Esistono due tipi di vaccini contro il Meningococco ed entrambi sono composti solo da alcune parti del microrganismo:
- il vecchio vaccino antimeningococcico polisaccaridico (detto tetravalente, perché è attivo contro quattro sierotipi: gruppo A, C, W-135 e Y e quindi non contro il sierotipo B che, come abbiamo detto, è più frequentemente causa di meningite); questo vaccino si somministra in dose singola per via sottocutanea, determina una protezione di breve durata (3 anni) e può essere somministrato solo ad adulti a rischio di setticemia o di meningite cerebrospinale oppure a bambini di età maggiore ai 2 anni di vita (…); …
- il nuovo vaccino antimeningococcico C coniugato (monovalente perché è efficace solo contro il sierotipo C) che si somministra per via intramuscolare e il cui numero di inoculazioni varia in base all’età di inizio del ciclo vaccinale; determina una protezione di lunga durata (forse 10 anni?) e può essere somministrato anche a bambini di età inferiore ai 2 anni (…); nei bambini di 2-12 mesi di vita si consigliano 2 dosi da somministrare per via intramuscolo profonda con un intervallo di almeno due mesi tra loro. …
Va comunque ricordato che nel nostro Paese i più comuni ceppi circolanti di Meningococco sono il sierotipo C e B e che contro quest’ultimo non è disponibile alcun vaccino. Comunque, va anche detto che il Meningococco di sierotipo B ha un andamento poco grave, mentre il sierotipo C presenta una mortalità elevata. Infine, va detto che circa un terzo dei casi di meningite da Meningococco si verificano al disotto dei 5 anni di vita e fino al 2003 erano dovuti con maggior frequenza al sierotipo B, ma da allora stanno aumentando le segnalazioni di meningiti da sierotipo C.
Dunque, allo stato attuale, nei bambini al di sotto dei 5 anni, se si vuole usare un vaccino antimeningococcico, ci troviamo nella condizione di dover scegliere tra un vaccino che induce una buona memoria immunologica verso il sierotipo più “mortale” (il sierotipo C), oppure un vaccino polisaccaridico contro 4 sierotipi che però ha dimostrato offrire una immunità di minore intensità e relativamente transitoria. Considerata comunque la scarsa efficacia dei vaccini polisaccaridici nei bambini piccoli (sotto i 2 anni) e, viceversa, la discreta efficacia del vaccino coniugato verso il sierotipo C (che è il più pericoloso), molti scelgono quest’ultimo, anche perché ultimamente questo sierotipo sta diventando frequente. …
Sull’efficacia di questo vaccino si è espresso anche l’assessore alla Sanità della Regione Lombardia in un comunicato pubblicato sul Bollettino dell’Ordine dei Medici della Lombardia del marzo 2007: “Non vi è ad oggi alcuna evidenza scientifica a riguardo della sua efficacia e noi non siamo legittimati a far correre un rischio vaccinale senza avere la garanzia dei vantaggi che questo può portare. I dati della Comunità scientifica sono tuttora controversi e la possibile efficacia del vaccino è valutata intorno al 30%”.

Gava Roberto
(Tratto dal libro: Gava R. Le Vaccinazioni Pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 3a ed., 2010)

Informazioni su Roberto Gava
Il Dr. Roberto Gava si è laureato in Medicina all'Università di Padova, si è specializzato in Cardiologia, Farmacologia Clinica e Tossicologia Medica, per poi perfezionarsi in Agopuntura Cinese e Omeopatia Classica.
Dopo dieci anni di lavoro in ambiente universitario ed essere stato autore di libri di Farmacologia e di più di un centinaio di pubblicazioni scientifiche, da una quindicina di anni sta cercando di studiare gli approcci medici non convenzionali, rivedendoli anche alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, essendosi convinto che il medico deve aprirsi a molte tecniche terapeutiche scegliendo di volta in volta per il suo paziente quella che è più appropriata.

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