giovedì 8 novembre 2012

Cresce il numero di soggetti affetti da autismo. La causa potrebbe non essere genetica (Gabriele Milani)

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L'Encefalopatia letteralmente significa malattia del cervello, in campo medico rientra nella categoria delle malattie metaboliche, tossiche, immunitarie, allergiche, neoplastiche e degenerative del cervello. L'Encefalopatia altera le funzioni del cervello, ciò può essere causato da agenti infettivi, malfunzione dell'organismo, tumore, prolungata esposizione ad elementi tossici, denutrizione, emorragia, inoculazione indotta di agenti infettivi e sostanze neurotossiche proprie dei vaccini. L’encefalopatia provoca sbalzi d'umore, provoca dolore estremo, causa disattenzione e impulsività, provoca aggressività, provoca problemi di equilibrio e difficoltà relative al proprio ambiente. Pertanto non vi è alcuna differenza tra un soggetto affetto da encefalopatia e un soggetto etichettato come 'autistico'. Negli ultimi decenni l'Autismo è in crescita costante con un incremento annuo del 13% a tal punto che, attualmente, negli Stati Uniti si stima 1 bambino ogni 29 per la fascia d'età dei 3 anni: maschi, in misura crescente, e sempre più giovani. Se la componente fondamentale fosse genetica (come invece vogliono farci credere con le recenti Linee Guida per l'Autismo), avremmo una percentuale e anche una distribuzione stabile della malattia in entrambi i sessi. Invece aumenta nel tempo il numero di persone con Autismo e cambia la diffusione (prevalenza) della malattia tra maschi e femmine (4 a 1). Proseguirò all'infinito a richiamare l'attenzione sul fatto che perché una malattia possa definirsi ‘genetica’, deve essere causata dalla mutazione di uno specifico gene, cioè una modificazione della struttura del gene che abbia un impatto sulla funzione del gene stesso. Inoltre tale mutazione deve essere riscontrata in tutte le persone che esprimono clinicamente la patologia. Nonostante  gli ingenti capitali investiti nella ricerca in tutto il mondo, ad oggi, non è stata identificata alcuna mutazione genetica specifica per l'Autismo regressivo. Il riscontro sporadico di polimorfismi di geni, per lo più implicati nei sistemi di naturale detossificazione, rafforza ulteriormente la tesi dell'origine non genetica della malattia. Il polimorfismo di un gene, infatti, rappresenta una variante sub-strutturale di un gene che non ha impatto sul buon funzionamento del gene stesso. Tale aumento di casi non può essere imputato ad una  miglior diagnosi, visto che la diagnosi è tutt'ora  clinica, quindi non richiede esami di laboratorio nè di imaging  neurologica o di elettroneurofisiologia di recente messa a punto; manca, inoltre, un corrispondente  numero di autistici in età matura, contrariamente a quanto dovrebbe accadere se si trattasse di una malattia sempre esistita nella presente misura. Da ultimo all'aumento dei  casi diagnosticati non ha fatto seguito la diminuzione di altre diagnosi neuropsichiatriche. Ci sono più bambini con autismo di quelli colpiti da diabete, aids, cancro, paralisi cerebrale, fibrosi cistica, distrofia muscolare e sindrome di down messi insieme. E' triste dirlo ma questa è una frase che ho ripetuto instancabilmente da almeno 3 anni, e le Istituzioni ne hanno impiegati altrettanti per comprendere il devastante impatto sociale. Si stima che, in Italia, il numero di soggetti coinvolti da questa sindrome raddoppi ogni 6 anni e che tra 5 anni potrebbe colpire 1 bambino su 50, ovvero un maschietto ogni 31.  (Gabriele Milani)

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