martedì 6 novembre 2012

Vaccini: e fanno ventuno (Dottor Stefano Montanari)

articolo scritto dal Dottor Stefano Montanari

La notizia è stata un usa e getta come d’abitudine: data e dimenticata in un fiat. Ancora una volta nel volgere di pochi giorni, per motivi che il popol bue è opportuno non sappia, vengono ritirati alcuni vaccini. Quattro, questa volta, e tutti della Novartis.
Del ritiro vedo su Internet. Sono passate da poco le 15 del 24 ottobre. Mia moglie mi chiede di correre alla farmacia più vicina nella speranza che la notizia non sia ancora arrivata là. In cinque minuti arrivo. Entro e chiedo di acquistare una confezione di ognuno dei quattro vaccini. Tre sono indisponibili perché la farmacia non li tiene se non su ordinazione. Uno c’è: è l’Agrippal S1.
Otto Euro e quaranta. Pago. Ricevo lo scontrino: sono le 15 e 24. Faccio appena in tempo a prendere la scatoletta quando squilla il telefono sul bancone. La farmacista risponde: deve bloccare tutte le vendite dei quattro vaccini. Ce l’ho fatta appena in tempo.
Nonostante la porcata di Grillo che quasi tre anni fa ci sottrasse il microscopio elettronico, grazie all’intervento del giudice riusciamo ad usare seppure saltuariamente il nostro apparecchio da tempo confinato a Pesaro. Mia moglie si fa le solite sette ore di viaggio e analizza il vaccino.
Il risultato per quello che ci riguarda, cioè l’eventuale inquinamento da micro- e nanoparticelle inorganiche, è un discreto campionario. Acciaio, Bario, Titanio, Silicio, dei bei blocchetti di Calcio… Tutte particelle solide, piccolissime, piccole e meno piccole. Niente che non abbiamo già visto negli altri 20 vaccini che abbiamo avuto modo di controllare nel tempo.
A questo punto, sorvolando pietosamente sulle stravaganze della dottoressa Stefania Salmaso dell’Istituto superiore di sanità secondo cui le nostre sono indagini fatte in modo “estemporaneo e non riproducibile”, giustificando la stramberia, forse, ammettendo per lei un’incompleta comprensione dei termini italiani e una scarsa dimestichezza con la razionalità oltre che, naturalmente, da brava burocrate, con la scienza, io delle domande me le pongo.
Premettendo che di ognuno dei vaccini abbiamo analizzato un solo campione, e questo lo dico per l’ennesima volta per evitare che qualche grillino rifaccia il numero da circo delle “merendine” (accadrà ugualmente), mi chiedo prima di tutto come sia possibile che su 21 vaccini tutti diversi tra loro abbiamo trovato 21 casi d’inquinamento particolato. Mi chiedo perché, dopo che grazie alla giornalista Valentina Corvino de Il Salvagente è emersa mediaticamente la notizia che noi troviamo inquinanti “strani” nei loro prodotti, notizia peraltro conosciuta da anni dalle case farmaceutiche sempre restate acquattate, si sono succeduti casi di ritiro “volontario” di diversi vaccini. Mi chiedo perché le spiegazioni date dalle cosiddette autorità sono state a dir poco goffe e adatte al massimo ad un popolo di decerebrati.
Io non demonizzo nessuno, ma, per la dignità che mi garantisce la Costituzione, esigo spiegazioni serie, in mancanza delle quali esigo che i controllori vadano a casa immediatamente e rispondano legalmente delle loro azioni. Ed esigo pure che le “autorità” di cui abbiamo non il dovere come qualche dinosauro di stato sostiene, ma il diritto di fidarci ci dicano tutto quello che sono obbligati a dirci, non fosse altro che perché noi li paghiamo e dei regalini che troveranno magari, chissà, sotto l’albero di Natale non c’importa un fico secco. Adesso basta davvero: non si può continuare impunemente a prendersi gioco della nostra salute.

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