venerdì 22 novembre 2013

Allarme polio: herd immunity da rivedere (Marco Calafiore)

Pubblicato il:  da: Marco Calafiore


Il Dr. Eugenio Serravalle è un pediatra di fama internazionale, oggi anche referente e portavoce di cinquanta medici e ricercatori che hanno sottoscritto un documento che pone una lunga serie di interrogativi all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità); Global Polio Eradication Initiative; al Centro Italiano di Sorveglianza Epidemiologicaall’Istituto Superiore di Sanità e alla Cochrane Collaboration, sull’allarme polio in Siria.

Quesiti, ma anche dati e spiegazioni attualmente non disponibili. Il dottor Serravalle spiega: <abbiamo verificato numeri e coperture vaccinali e ci siamo resi conto che i conti non tornano. Per questo abbiamo deciso di scrivere all’Organizzazione Mondiale della Sanità chiedendo chiarimenti ma soprattutto informazioni, perché altrimenti si rischia di andare avanti dando tutto per scontato senza prendere atto della realtà. (…) Qualcosa non quadra: pensiamo per esempio al fatto che la poliomielite teoricamente dovrebbe ricomparire dove le coperture vaccinali stanno al di sotto del 95%, percentuale che, come ci hanno sempre insegnato, garantisce la herd immunity, cioè l’immunità di gregge che impedisce al virus di circolare. Mentre non dovrebbe assolutamente ripresentarsi nei paesi che hanno raggiunto gli standard vaccinali richiesti. Invece non è così; noi le tabelle Oms-Unicef sulle coperture vaccinali le abbiamo esaminate tutte e ci siamo accorti che nella realtà le cose non vanno come ci dice la teoria. Ci sono paesi con coperture largamente al di sotto del 95% ma dove la polio ha comportamenti diversissimi: in alcuni paesi c’è, in altri no. Spesso questa differenza si riscontra tra paesi che hanno diverse condizioni di vita; si pensi all’Austria che, malgrado abbia solo un 83% di vaccinati, è polio-free, mentre in Pakistan, dove la copertura varia dal 75 all’83%, la polio è addirittura endemica. Ma la malattia si comporta diversamente anche in nazioni con condizioni igieniche e di vita simili e qui il raffronto può essere fatto ad esempio tra Pakistan e Congo; in Congo con coperture vaccinali analoghe, ma in certi anni anche molto inferiori, a quelle del Pakistan, la polio non è affatto endemica e negli ultimi 17 anni si sono avuti solo casi circoscritti. Altra anomalia è costituita da tutto il Sud America, dove ci sono nazioni che mai hanno raggiunto il 95% di copertura vaccinale ma che rientrano in un’area del mondo dichiarata anch’essa polio-free, cioè libera dalla polio. Poi siamo andati a vedere cosa è accaduto nei paesi con herd immunity; ebbene, in diversi casi, come la Cinae il Tajikistan, si sono ripresentati casi di polio malgrado la teoria ci dica che ciò dovrebbe essere impossibile>>.
Dunque i dati, il riscontro dei fatti, dimostra come non sia affatto vero che con la copertura vaccinale al di sotto del 95% la polio torni per forza, così come non è vero che con una copertura del 95% la polio non torna più. Di fronte a questi dati, aggiunge Serravalle, <<occorre che l’Oms ci chiarisca se la herd immunity è un concetto da rivedere oppure no, visto che la realtà lo contraddice>>.
Un altro aspetto che hanno valutato i ricercatori, è stato quello di provare a considerare l’esistenza di eventuali gruppi “suscettibili”, cioè persone concentrate in un’area e non vaccinate, o vaccinate irregolarmente. Ma i dati non esistono e quindi non è possibile valutare se questi gruppi possano avere avuto un ruolo nelle epidemie. Ma tutto ciò, dichiara il dottor Serravalle <OPV o Sabin, che si somministra con le goccine ed è molto economico: da anni ormai si è preso atto del grosso problema della polio vaccinica, i casi cioè di paralisi flaccida dovuti alvirus vaccinico che viene eliminato con le feci e quindi rimesso in circolo nell’ambiente. Questo virus vaccinico può provocare la malattia in chi riceve la vaccinazione e anche nelle persone che vengono a contatto con il vaccinato. Addirittura sulla rivista Lancet, qualche anno fa, si disse che non sarebbe stato possibile eradicare la polio se prima non si fosse smesso l’utilizzo dell’OPV>>.
Al proposito della rivista Lancet: due medici tedeschi hanno scritto recentemente <>. E’ necessario fare chiarezza, anche perché c’è preoccupazione per l’arrivo in Europa di rifugiati siriani. Ma è anche vero che dai rapporti Eurostat si evince come da decenni stiano arrivando in Europa centinaia di migliaia di rifugiati dai pesi dove la polio c’è, senza che questo abbia mai causato il ritorno della malattia nei paesi ospitanti.
Coincidenze? Noi tutti attendiamo risposte, e con noi il dottor Serravalle e altri 50 medici e ricercatori intenzionati a fare chiarezza.

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