giovedì 19 novembre 2015

Manifesto del M.G.P.A. sui diritti delle persone affette da Autismo



COMUNICATO STAMPA del Movimento Genitori Persone Autistiche (8 Novembre 2015)

Ogni giorno che passa, la diatriba sulla utilità e sicurezza dei vaccini sta evidenziando, tra l’altro, quanto siano ammaestrati giornali e televisioni ed inconsistente la libertà di espressione della popolazione comune, che, se non schierata, non trova spazio su stampa e schermi, nonostante paghi giornalisti e conduttori con il canone Rai e, con le tasse, anche tanta parte della stampa di regime. Dal punto di vista Istituzionale ne abbiamo avuto conferma quando, alle competenti opinioni espresse su ‘Il Sole 24ore’ dall'epidemiologo Vittorio Demicheli, della Cochrane Collaboration Vaccines Field, hanno fatto subito riscontro le “minacce” di coloro che si sono sentiti punti sul vivo da un'affermazione che più veritiera non si può « ... il calendario riportato all'interno del Piano nazionale di vaccinazione è la copia fedele del “calendario per la vita” sponsorizzato dalle industrie del farmaco ... » 
Per la stesura della bozza del PNV hanno fornito il loro contributo la Società Italiana di Pediatria, la Società Italiana di Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, la Federazione Italiana dei Medici Pediatri e la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale. Tuttavia, è ben ricordare che nessun registro certifica queste "Società" che, nella maggior parte dei casi, rappresentano holding mezzo commerciali e mezzo sindacali. Pertanto, le opinioni espresse da Vittorio Demicheli non fanno una piega, e dimostrano come, in campo medico, l'Italia è la “giungla” delle società medicoscientifiche. 
E' palese che attorno ai vaccini gira un’enorme quantità di denaro e ancor più grande è quella che deriva da quella sorta di indotto creato dalle conseguenze di questo pervicace trattamento di giovani masse di cuccioli umani. E’ indubbio, infatti, che i bambini Italiani, “vaccinati contro tutto” siano in realtà spessissimo malati e grandi consumatori di farmaci quali antibiotici, steroidi, broncodilatatori, mucolitici, anti-istaminici , antipiretici, antiinfiammatori. 
No, niente vitamine ... e se vengono prescritte, quelle fanno male!!! E non solo i bambini Italiani sono malaticci: sulla rivista Human and Experimental Toxicology [oct.2012, vol 31, n.10, 1012-1021] l’elaborazione dei dati raccolti dal V.A.E.R.S. statunitense nel periodo di 20 anni ha evidenziato che il numero di ricoveri ospedalieri e la mortalità sono state più alte tra i bambini che avevano ricevuto più dosi di vaccini. In tal senso è rappresentativo il caso dello Stato americano del Mississippi dove è presente la più alta copertura vaccinale nell'infanzia: il 99,7%. 
Eppure, malgrado questo "primato", è presente il più elevato tasso di mortalità infantile: 10 decessi ogni 1000 nascite. Attorno ai vaccini, in realtà si gioca una partita ancor più importante: quella sulle libertà individuali, ossia sull’entità della intrusione dello Stato nella vita dei cittadini, o “sudditi” se non addirittura “schiavi”, che ne mantengono in piedi la struttura col loro lavoro. 
Quanto ci è dato scegliere se il cibo disponibile, pur costoso, risulta tossico perché lo Stato consente l’uso di velenosi composto chimici, lo stoccaggio dei cereali con insetticidi, l’importazione di pesci allevati dall’altra parte del mondo, ben igienizzati e ammorbiditi dai polifosfati ? Quanto ci è dato scegliere se la pessima qualità dell’aria si trasforma in OTTIMA con l’innalzamento arbitrario della soglia di sicurezza? Quanto ci è dato scegliere se quel killer invisibile costituito dai metalli pesanti ormai raggiunge il feto in utero, intossicando lo stesso prodotto del concepimento, ormai così caro, in tutti i sensi, da essere divenuto UNICO? Quanto ci è dato scegliere se il “patto sociale” è stato ripetutamente calpestato travolgendo intere vite, costringendo all’emigrazione non solo i giovani ma anche i pensionati ? Quanto ci è dato scegliere se per lo Stato esiste solo un percorso di cura in caso di cancro o malattie degenerative? Quanto possiamo ritenerci liberi se i nostri figli, o magari l’unico che ci siamo potuti permettere, devono essere forzatamente sottoposti a iniezioni ripetute di farmaci immunologici nell’ipotesi che rischino di contrarre malattie spesso poco o nulla rappresentate nell’età pediatrica? Quanto possiamo ritenerci liberi se, trovatoci il nostro figlio rovinato sino alla disabilità dopo una serie di vaccini eseguiti per coercizione, restiamo soli a doverlo difendere non solo dalla malattia, ma anche dalle “cure” ulteriormente imposte, fatte di psicofarmaci e trattamenti psicoeducativi per renderli docili ospiti dei centri psichiatrici diurni in attesa di quelli del “dopo di noi”? 
La politica sanitaria, come ogni politica, impone scelte non sempre condivisibili, spesso discutibili e basate su motivazioni tutt’altro che cristalline. Nel nostro Paese le frodi in campo sanitario sono ricorrenti e minano irreversibilmente la credibilità del sistema che ci governa e ci impone una sola e indiscutibile “verità scientifica”, la sua, e che costringerebbe i medici in protocolli comportamentali e rigidi percorsi di cura, in contrasto con i dettami della Professione Medica che ha come scopo primario il prendersi cura del paziente e non la vendita di farmaci, peraltro sempre più costosi e tossici. 
Questo non è un comportamento di uno Stato democratico, che ha il dovere di verificare periodicamente l’appropriatezza e delle proprie scelte sanitarie e del loro impatto sullo stato di salute della popolazione, bensì di un sistema dittatoriale che, lungi dal considerare gli interessi dei cittadini, men che meno quelli più fragili come i bambini e gli anziani, si dà da fare per escogitare le minacce più efficaci perché diventino bacino d’utenza di tanti farmaci, cercando di piegare all’obbedienza la classe medica premiando l’esercito degli yes-men e privando dell’abilitazione all’esercizio i medici “eretici”, “complottisti”, “anti-vaccinisti”, e persino navigatori del web, ossia i medici che sanno ragionare con la propria testa, che hanno a cuore l’interesse dei pazienti, che non sono sul libro paga delle industrie farmaceutiche, che non han paura che i loro pazienti curiosino su internet prima di venire in studio, quelli che hanno indagato lo stato immunologico, metabolico, tossicologico e nutrizionale dei bambini e ragazzi ammalatisi dopo i vaccini, quelli che han studiato le innumerevoli cartelle cliniche di bambini e ragazzi finiti in ospedale dopo aver ricevuto le vaccinazioni, quelli che hanno cercato e trovato modo di far scomparire tanti sintomi sistemici e neurologici delle encefalopatie postvaccinali. 
Se quella della libertà di scelta per la salute dei propri figli e la libertà di cura deve essere una guerra, medici e operatori sanitari la combatteranno con decisione, stetoscopio al collo, parker nel taschino, PC a tracolla, a fianco di sani e malati, stretti in una ALLEANZA PER LA SALUTE senza tentennamenti.


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