venerdì 13 maggio 2016

Vaccini all'asilo, ovvero come violare la legge nazionale cercando pure il plauso dei cittadini...

Mala tempora currunt, è proprio il caso di rispolverare l'antico detto latino per l'occasione.
Trovandosi in manifesta difficoltà di consensi la proposta di legge Crimì, sorpassata da questioni di interesse nazionale più immediato (mantenimento dei vitalizi d'oro per i parlamentari condannati ed unioni civili, sopra ogni altro), il partito dei vaccinatori "senza se e senza ma" ha trovato l'insperato sostegno di un paio di Comunità regionali, che pensano di "fare da sé" riguardo al delicato tema della profilassi vaccinale infantile.
Una volta tanto i politici non si trincerano dietro al trito motivetto "l'Europa lo vuole" (del resto, l'Europa è fortemente divisa sul punto), ma per esigenze poco attinenti alla salute pubblica si stano lanciando a tutta velocità in un vicolo cieco, vuoi che si chiami Corte Costituzionale, o Corte Europea, contro il cui muro di sfondo inesorabilmente andranno a sbattere, prima o poi. 
Ma tant'è, agli Italiani piacciono slogan facili e ripetuti fino alla nausea, non programmi di governo, e questa trovata estemporanea, tanto gradita a chi fa buoni affari con il servizio sanitario pubblico, riuscirà anche a sortire l'effetto temporaneo di una manciata di voti in più.
Il futuro è sempre incerto, del resto... anche per la Casta. 
La legge nazionale, quella che siamo tutti noi tenuti a rispettare, dice che non è possibile imporre l'obbligo vaccinale ai bimbi per frequentare la scuola dell'obbligo ed accedere agli esami finali, e per giunta tali regioni prevedono (prima fra tutte la Toscana) apposite linee guida per il dissenso motivato e scritto alle vaccinazioni pediatriche...
Tutte queste "pastoie burocratiche" si dissolvono come neve al sole, chissà per quale motivo, se viene proposto a livello regionale di vaccinare obbligatoriamente i bimbi per l'accesso al nido, con buona pace dei provvedimenti regionali di stampo diametralmente opposto assunti nel recente passato, dei complottisti, dei salutisti e di non altrimenti etichettabili e sempre più numerosi cittadini che si pongono, e non a torto, più di una domanda sul cui prodest la pratica vaccinale di massa, inculcata senza un serio criterio di prevenzione dei rischi e di informazione scientifica indipendente sul rapporto costi (in salute)/ benefici che è lecito attendersi per la manifestazione di un consenso alla profilassi che possa realmente definirsi "informato".
Parigi val bene una messa? Di sicuro non vale una nuova impennata di vittime dei vaccini.

Stay tuned!



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