venerdì 19 gennaio 2018

Il Vaccinellum? è una opinione...

Cari lettori del Blog,

è stato finalmente pubblicato il testo integrale della sentenza della Corte Costituzionale sul c.d. Vaccinellum, e si rendono pertanto necessarie alcune considerazioni sul senso e sulla portata delle conclusioni a cui è giunta la Consulta.
Va anzitutto premesso che la principale ragione che ha portato al rigetto del ricorso risiede non tanto nella valutazione delle ragioni di legittimità ed opportunità dell'operato del Governo nazionale, su cui peraltro ritorneremo più avanti, ma piuttosto sulla carenza di legittimazione della Regione Veneto e delle Associazioni di sensibilizzazione sulle reazioni avverse ai vaccini e di danneggiati da vaccini ad intervenire in un giudizio di costituzionalità riguardante il merito della norma impugnata.
Infatti, era risaputo che la Regione Veneto non avesse una potestà legislativa esclusiva in materia sanitaria, e forse non tutti sanno che tale Regione nulla ha obiettato quando, in sede di Conferenza Stato - Regioni, venne discusso ed approvanto - alla unanimità - il nuovo calendario di vaccinazioni proposto dal Ministero della Salute, riferimento per tutte le Regioni italiane modellato sulle precise richieste del Presidente degli Stati Uniti nel Settembre 2014, nel quadro del Global Health Security Agenda, un organismo internazionale formato da circa ottanta Governi che aveva chiesto all'Italia, per l'appunto, di fare da capofila di una nuova strategia di vaccinazione di massa definita al di fuori dei Parlamenti nazionali e di altre sedi di pubblico dibattito...
Nessuna legittimazione era invece riconosciuta ab origine, per le Associazioni, che appunto sono state immediatamente estromesse dal giudizio, perché è noto che la nostra Carta costituzionale prevede solamente il ricorso indiretto dei cittadini alla Corte Costituzionale, un intervento mediato cioè dalla preventiva e discrezionale delibazione di un Giudice nazionale, nel corso di un processo, su uno o più aspetti della normativa ritenuti in contrasto con specifici precetti costituzionali.
Veniamo dunque al merito del provvedimento. 
La Corte ha ritenuto non irragionevole un sistema di profilassi vaccinale più cogente, purché tuttavia tale misura sia fondata su riscontri epidemiologici (su cui in effetti permangono tutt'ora molte ragioni di controversia), e su evidenze scientifiche (al momento decisamente favorevoli alle vaccinazioni, benché sussistono parecchie voci fuori dal coro).
Non irragionevole non significa né assolutamente necessaria, né tantomeno perfetta. 
Queste due semplici paroline giustificano pertanto sia il diritto - dovere dei cittadini di portare all'esame della Consulta casi specifici di asserita violazione di uno o più precetti costituzionali, con particolare riferimento agli articoli 2, 3, 13, 14, 19, 21, 22, 30, 32 e 34 tanto per essere chiari, sia il diritto del Parlamento di rivedere la normativa, laddove ragioni di opportunità politica, di spesa pubblica, di opportunità sociale e nuove evidenze scientifico epidemiologiche rendano necessario il ripensamento delle modalità concrete di tutela del diritto alla salute attraverso la profilassi vaccinale pediatrica.
A chi sostiene, pertanto, che il vaccino sia un dogma, io rispondo che il Vaccinellum è una opinione, fondata sulla tutela di diritti costituzionalmente garantiti attraverso modalità non fisse ma variabili, una opinione che può e deve cambiare nella prospettiva dell'esercizio effettivo e contestuale di tali diritti, e nella esclusiva ottica del perseguimento del bene comune, non di voti, utilità personali o di dividendi aziendali... 
Così si è espressa la Corte Costituzionale: piaccia o meno, questo è il termine di paragone su cui giuristi, politici e funzionari ministeriali dovranno necessariamente confrontarsi, già a partire dai prossimi mesi, avvelenati da una campagna elettorale fortemente polarizzata fra i sostenitori e gli oppositori di questa legge.
Concludendo, a prescindere dal futuro esito elettorale, ritengo doveroso il vaglio di compatibilità del Vaccinellum con tutti i precetti costituzionali testè ricordati, e non escludo, ed anzi auspico, sostanziali modifiche che vadano nella direzione della maggiore conformità con la nostra Carta dei diritti fondamentali, ma anche con la Convenzione di Oviedo, e con tutti i trattati internazionali sulle libertà fondamentali dei cittadini che sono stati recepiti nel nostro ordinamento, assumendo anch'essi il rango di norma costituzionale.
Teniamo bene a mente, sempre, che stiamo parlando di bambini, di famiglie e di (molto) denaro pubblico: lasciamo perdere sterili polemiche e provocazioni, e soprattutto interessi diversi dal bene pubblico!




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